BiCinItalia

Un viaggio a pedali nel Bel Paese

Archivio per Agosto, 2008

27° Tappa: Pescia Romana – Grosseto

SMS di ieri sera: “Arrivati a Grosseto ospiti da due Don, uno da Portogruaro, l’altro da Chions… il contachilometri non dà segnali di vita, sandali di Luca bruciati, a pranzo formiche…”

26° Tappa: Santa Severa – Pescia Romana

Risveglio all’alba dopo la notte passata dai gentili frati polacchi per una tappa all’insegna di una nuova ripartenza, eh già perchè il contachilometri oggi ha iniziato a subire gli acciacchi della vecchiaia e della lunga strada percorsa così è stato necessario riazzerarlo e “ripartire” da capo!

Dopo una 40ina di km si decide di fermarsi per il pranzo e, alla ricerca di un posto all’ombra, capitiamo alla comunità “Il Mondo Nuovo” poco dopo Tarquinia. Quando arrriviamo i ragazzi della comunità hanno appena finito di mangiare ma il cordialissimo operatore Dino ci offre un prezioso pranzo, come non dimenticare il buonissimo pane fatto direttamente da loro! Il primo pomeriggio prosegue tutto alla scoperta di questa comunità tanto che i nostri rimangono molto colpiti da questa realtà così bella che non ti immagini… e, alle 16 prima di ripartire, pure ci regalano un sacco di biscotti tipici (di cui purtroppo non ricordo il nome) fatti con pinoli e cioccolato.

Testuali “dieci minuti di paura e delirio nella Via Aurelia” tanto che decidiamo di cambiare rotta alla prima uscita e proseguire verso Marciano (?!?) su un’improbabile stradina sterrata in mezzo a immensi campi e a qualche villozza di ricconi.

Verso le 20 i nostri giungono a Pescia Romana (poco prima di Pescia Fiorentina e quindi sul confine tra Lazio e Toscana) e arrivano in contemporanea al parroco del paese Don Giovanni (“che non è un playboy – battuta testuale del cicloviandante Luca” NDR) che offre loro una stanza parrocchiale per dormire e mangiare una pasta… dopo la cena si torna a far visita al parroco per mangiare insieme i biscotti della comunità “tociati” nel vino di Don Giovanni e chiacchierare fino a mezzanotte prima di andare a nanna…

25° Tappa: Pomezia Torvaianica – Santa Severa

Oggi 5 ore di prdalata per 95 km circa da Torvaianica a Santa Severa, poco prima di Civitavecchia, tappa ricca di avventure… ma prima un aneddoto sulla giornata di ieri: l’incontro con Pier, un cicloviandante di professione alla guida della sua bicicletta munita di un carrettino piu la scorta dei suoi due fedeli cani, la serata è tutta incentrata sull’ascolto dei suoi interessantissimi racconti di viaggio di una vita spesa sulla bicicletta!

La giornata di oggi invece inizia con una super-colazione (cosi come la cena precedente) offerta dalle gentilissime suore appunto di Torvaianica e prosegue mettendo alla prova le abilità informatiche del Cicloviandante Checco: i nostri incontrano uno skipper chiamato Raul che ha bisogno di assistenza nel suo gprs della barca a vela …e chi meglio del nostro Checco può aiutarlo??? Così per la prima volta i nostri cicloviandanti cambiano mezzo di trasporto per montare sulla barca e sistemare il problema, e lo skipper gentilissimo offre il pranzo!

I nostri partono finalmente per l’n-esima tappa e arrivano fino a Santa Severa chiedendo ospitalità ai frati (come suggerito dalle suore) e dopo una cena a base di pizzette si accampano nel giardino per riposare le membra ormai sotto sforzo da quasi un mese… cosa serberà l’indomani?

Cicloamico Crippo

24° TAPPA: Sabaudia – Pomezia

… e la b……i…..ci va!!!! …. verso nuovi incontri.

23° TAPPA: SESSA Aurunca – SABAUDIA

E anche oggi una bella tirata per trasferirsi dalla Campania al lazio e approdare sul Circeo a Sabaudia e poter dormire su un materasso offerto dal prete don …?

Giusto per essere un pò tranquilli dopo gli ultimi incresciosi insensati fatti di cronaca nera accaduti in queste zone!!

ed ora crippo continua tu … per il rush finale ….

22° TAPPA: Raito di VIETRI SUL MARE – SESSA Aurunca -CE-

Dopo 2000 pedalate e 127 km i nostri superano il Vesuvio e Napoli e approdano presso le suore “Ancelle del Sacro Cuore di Caterina Volpicelli” di Sessa Aurunca (“www.suorevolpicelli.it“) per un buon letto su cui riposare le stanche ( ??? ) membra e per una cena calda consumata insieme a loro

attravversare Napoli città sul selciato di porfido, nonostante la preoccupazione di forare nuovamente, per i nostri cicloviandanti ha significato conoscere un’altra realtà : una realtà di voci, di rumori, di colori, di odori, e …. di gente vivace e piacevole.

Anche se lungo la strada fino a Napoli è stato veramente un gran … casino !!! , e la strada per Anversa, poi, si è dimostrata essere quella proposta dai vari telegiornali: rifiuti abbandonati e passeggiatrici in ogni dove.

21° TAPPA: PADULA – RAITO DI VIETRI SUL MARE -SA-

.. e con oggi l’appennino entra a pieno nel cassetto dei ricordi, tra i più vivi ed intensi della pedalata.Dopo 117 km i due cicloviandanti si lasciano così alle spalle l’appennino Lucano , per approdare nella splendida costiera amalfitana, nel golfo di Salerno.

Il tempo di una breve dormita ( ancora un grazie a Don Vincenzo) che gia di prima mattina ciclochecco si dedica oramai al suo hobby preferito: la riparazione! Non c’è quindi da stupirsi se in quei giorni la gente del paese vedeva aggirarsi per le viuzze del centro , ad ore impensabili della mattinata (7.00) il nostro cicloviandante alla disperata ricerca di un biciclettaio. Ma nn tutti i mali vengono per nuocere, trovato l’artigiano, trovata anche la colazione, piacevolmente offerta dalla moglie dello stesso…pere e caffè!

Per ciclochecco nn ci vuole molto a fare amicizia, e così gia si è rimediato un posticino per il prossimo anno, un invito per la fiere delle arti&mestieri.

A pancia piena i due cicloviandanti riprendono in mano la situazione, e manubrio, inforcano la SS19 in direzione Polla, dove conoscieranno Enzo, attore locale della fiction “Capri”, per proseguire poi verso Petina ( 1500 ab.) dove si fermeranno per una sosta al minimarket per il pranzo.

A paerte le commesse/cubiste alle casse dei supermercati, il paesino li ha affascinati soprattutto per l’evidente rispetto che c’è verso gli anziani. Un esempio su tutti il fatto che, il centro del paese è proprio il centro di accoglienza per anziani, normalmente relegato, alle periferie.

Nella piazza del centro ( per anziani), che è poi quella del paese, hanno avuto il piacere di conoscere Giovanna, una ex prostituta, ormai in pensione, schizzata e incazzata con il mondo.

Passato Eboli, dove è stato previdente acquistare una camera d’aria di riserva, sono finalmente usciti dall’appennino Lucano, anche se oramai si erano adattati all’aspetto naturalistico che li ha accompagnati in questi ultimi giorni.

L’arrivo in pianura è stata una rivincita sui mezzi di trasporto chiamati auto, che i nostri si divertivano a sorpassare zig-zagando in mezzo ad una coda di 20 chilometri di rienteranti vacanzieri.

all’arrivo hanno cercato la casa del parroco Don Rosario, che li accolti con una mega cena di prodotti tipici (pasta, panna e wurstel) dalla terrazza con vista mare!!!

colazione da campioni!!

vietri sul mare visto da raito

vietri sul mare visto da raito

20° TAPPA: a Padula(SA) da Don Vincenzo

Per una volta, dai, un post lo scriviamo direttamente dal viaggio. Quando ci è possibile, è meglio approfittarne. Anche se, onor del vero, non siamo mica andati in cerca noi del cavo, ma il collegamento ci è arrivato per caso dal parroco blogger di Padula, uno che a vederlo diresti “lui sì…è uno che c’è!”, e a passarci un’oretta in compagnia ti accorgi essere un tipo davvero ancor più tosto!

La tappa di oggi è iniziata, come già sapete, scendendo dal letto a castello, anche se a fatica perchè le molle del materasso ci tenevano avvinghiati e solo un’ora dopo la sveglia delle 6 abbiamo potuto dire: “ok, bagno caldo e colazione”. Infatti abbiamo approfittato della vasca e come Alex Britti abbiamo giocato con le paperette(elle) sull’acqua calda…Poi colazione con caffè e pane&miele (Giulia finalmente quell’Ambrosioli è andato giù dove doveva andare!Thanks!mancano solo le buste di riso…) e lezione di storia con il presidente della Protezione Civile che era appena tornato dal turno di notte alla Ferrero a circa un’ora di strada. Arricchiti di cultura e umanità lasciamo il paese del Fagiolo (a proposito Dreher, torna a sponsorizzarla, questa sagra delle meraviglie che qualunque giorno capiti si festeggia sempre il 18 ed il 19 agosto, per chi volesse stupirsi delle mille ricette che nascono da un semplice fagiolo) e ci dirigiamo verso la 589 che costeggia la Val d’Agri e tra greggi e vespe, salite e calura di mezzogiorno, mancati collassi in mezzo alla strada e la bici di cicloChecco che ne combina un’altra delle sue, poco dopo l’una e poco dopo una galleria da paura dove le macchine ci passavano a raso, prendiamo la prima stradina a destra per la siesta. E tra i ragazzi che lavorano ed una famigliola che sta costruendo la muretta troviamo acqua fresca e ombra sicura. Ci stiamo per addormentare quando passa un trattore e un contadino d’altri tempi ci chiede come raggiungere la stradina per arrivare ad un paese neanche segnato sulla cartina. Non sappiamo come aiutarlo, passa avanti e riprendiamo la siesta quando dopo neanche cinque minuti una voce ci ridesta: “CI STANNO LE BICICLETTE!!!! E CHI SONO QUESTI??!! MA DA DOVE VENGONO POI??”. Dopo due spiegazioni siamo seduti nella sala da pranzo della loro casa con la pancia piena. La signora Teresa ci ha preparato in men che non si dica un pranzo coi fiocchi. Gnocchi pasticcio carne pomodori dell’orto salame caffè e lucano. Una generosità che a vederla, una generosità così, ma soprattutto esserci dentro, ti lascia dietro una scia di commozione felice e speranza per l’umanità. Gli ultimi giorni di viaggio ci stanno facendo vedere una faccia dell’Italia che non ci aspettavamo, una sorpresa dietro l’altra, che quando pensi finisca ti aspetta invece dietro l’ultima fatica, l’ennesimo imprevisto, il fatidico contrattempo che cambia corso all’andare…Passano tre ore senza neanche accorgersene chiaccherando allegramente con papà Francesco, che ad uno ad uno ci presenta poi i figli: Giovanni, Federico, Peppino, Alfredo, Antonio e Angelo. Sono ben 6! E dal primo all’ultimo solo 10 anni di differenza! Che dire…Complimentoni e a proposito, auguri per il supermercato e ad Antonio per un pronto recupero! Siete forti!! Tutto questo accadeva a Pergola, e per le 18.30, grazie alle precise indiczioni che ci hannodato prima di partire, eravamo già davanti al laboratorio di Rosario, il biciclettaro di Trinità. Solo che siamo arrivati troppo tardi, e la bici prima di domani mattina non si può aggiustare…Poco male, perchè l’imprevisto ci dirotta nelle braccia di Don Vincenzo, il parroco di Padula che ci mette a disposizione la canonica in fase di ampliamento, l’acqua calda, internet, consigli per la strada di domani, e qualche aggancio per i pernottamenti a seguire nella Campania. Perchè senza rendercene conto abbiamo già varcato il confine, ancora impercettibile, con la Basilicata, terra ricca, semplicemente ricca.

 

Ed ora, qui davanti al computer dopo un kebab con la pasta della pizza ed una capricciosa offerti da Daniele e Francesca (con il piccolo Renzo), una simpatica coppia che gestisce la PIZZERIA SAN ALFONSO, dove vengono sfornate le migliori pizze di tutta Padula Scalo, gli occhi incominciano ad annebbiarsi. Per una volta, non è la fatica a farci crollare, ma la pancia piena…quasi a prenderci in giro per le nostre intenzioni di campare a vino e biscotti….

19° TAPPA: … continuerà l’attravversamento …. con propulsione a gas??

oggi 21, una leggenda urbana ha condotto i nostri a Craco, paese natale di alcune scene della “Passione di Cristo” di Mel Gibson,un paesino questo segnato dalla storia, che vanta al momento anche un’ altra caratteristica:

la parte storica di Craco
la parte storica di Craco

abitanti: U.N.O.

il pastore: l’attuale signore di un villaggio fantasma!

comunque, dopo una tappa di 128 km, forse per riprendere un pò di tempo, i nostri arrivano a Sarconi, dove la notte ,

i famosi fagioli di sarconi

i famosi fagioli di sarconi

18 – 19 agosto: XXVII Sagra del fagiolo

cittadina invasa da circa trentamila visitatori. Distribuiti quindicimila piatti di fagioli, duecento chilogrammi di porchetta, duecentocinquanta chilogrammi di gelato al fagiolo, settecento crostatine con crema al fasoldò oltre a dieci quintali di ottimo vino, …

peccato che sia già finita quando siamo arrivati!!!!

ospiti della protezione civile, hanno dormito in un favoloso …… letto a castello!!!!

ma …………………….. La strada va!!!

18° TAPPA : ……. che sorpresa ci riserva oggi?

oggi record di nove forature!!!!, alla grande ragazzi, anche perchè dopo ben 12 km in un solo giorno ….. i record sono due!!

Comunque nè è valsa la pena visto che avete dormito a Tursi, e visitato la “rabatana” che, loro ci dicono e noi gli crediamo anche se la vediamo solo in fotografia, è stupenda!

La Rabatana è il rione più vecchio di Tursi. E’ situata su una collina argillosa situata a 350 m. circa sul livello del mare. La sua prima formazione risale al V secolo a.c. circa; fu abitata dagli Arabi e per questo detta Arab-tana diventato poi Rabatana che significa “Tana degli Arabi”. Le strade sono strettissime e fatte in pietra.

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